giovedì 30 luglio 2009

Under 16 Underground


(Un servizio della rivista francese "Voiles et Voiliers" che ha messo a confronto 7 derive giovanili, divise per fasce di utilizzo ottimale. Optilene (un Optimist-scuola in pvc) e Laser Bug per iniziare; O'Pen Bic e Twiner per divertirsi; Optimist, Zoom8, RS Tera per le regate)

Sono i giorni del fantascientifico progetto Under 16. Illustrato finalmente in una versione scritta al Consiglio Federale del 21 luglio, e quindi presentato ai suoi destinatari principali: i presidenti di Zona nella Consulta del 22. Come annunciato. Una news federale spiega anche che ora le Zone "avranno tempo fino ai primi di settembre per presentare le proprie osservazioni, i primi suggerimenti e definire una progettualità di Zona". La stessa fonte il giorno prima aveva citato il Presidente Croce: "Quello che vi presentiamo oggi è un lavoro in progress, che richiederà poi un approfondito confronto con la base".

Quanto più è considerato importante il rinnovamento progettato, tanto più deve essere ampio il confronto con la base. Bene. Vediamo allora il progetto. Anzi, diffondiamo il progetto, facciamolo circolare, facciamolo vedere ai tecnici di Zona, agli allenatori di circolo, organizziamo il dibattito. Eccolo, arriva. Dov'è? Ce l'hai tu? Ce l'ha tizio? Il mistero del progetto che c'è, dev'essere confrontato con la famosa base, ma nessuno ce l'ha. Dalle alte sfere mi dicono che il file della versione cartacea sarà presto distribuito alle Zone e alle Classi, quindi sarà presto di dominio pubblico. Poche ore dopo la strategia cambia: niente file, solo il cartaceo che hanno Consiglieri e Presidenti di Zona. Nessuna distribuzione a testate giornalistiche, per non fare favoritismi. L'ufficio stampa FIV, al quale richiedo il progetto, scrive che il progetto è in-progress quindi non ancora pubblico, appena definito sarà pubblicato sul sito. E chi lo definirà? Come si discuterà se non si fa circolare il testo? Lo dico anche da vicepresidente di una società affiliata. Vi prego: non ditemi che sono il solito arrabbiato. Stavolta vorrei solo leggere, condividere, partecipare a un progetto che reputo interessante. Ma non posso. E come me, ritengo, non può neanche la famosa "base". Ma il presidente lo sa? La solita trasparenza?

ECCO LE LINEE GUIDA DEL PROGETTO
Qualcuno può spiegarci cosa ci sarebbe di controproducente al progetto se esso fosse ampiamente comunicato e diffuso? Sentite qua, per esempio: Linee Guida, Piano di Formazione Under 16. Poi una Premessa. Quindi 10-punti-10 che riassumono gli "Obiettivi" del progetto. 1) Contrastare l'abbandono prematuro della pratica velica; 2) Migliorare l'intervento didattico e formativo; 3) Promuovere il lavoro di qualità rivolto ai giovani; 4) Elaborare attività differenziate per fasce di attività e livello; 5) Passare da una attività specializzante di classe che riproduce pratiche da adulti, ad un approccio alla vela multifunzionale con una preparazione multilaterale, sviluppando competenze in più classi, le capacità di addestramento e l'ampliamento delle esperienze tecniche; 6) Far crescere la vela giovanile secondo le indicazioni del CONI e le più recenti ricerche mondiali sullo sport giovanile (bibliografia); 7) Formare un ricco bagaglio di esperienze tecniche e motorie per stimolare l'interesse dei giovani; 8) Multilateralità come variazione e arricchimento fisico e psicomotorio; 9) Manuale pratico per aggiornamento e uniformità dei metodi didattici; 10) Migliorare le relazioni tra Istruttori e Zone sul progetto Under 16. Segue Struttura del Piano diviso in 1) Iniziazione; 2) Perfezionamento; 3) Pre-agonistica; 4) Attività sportiva agonistica. Seguono altre considerazioni, che si intersecano con le "voci" (in mancanza d'altro, noi "base" a qualcosa dobbiamo fare riferimento, no?) sulle maggiori risorse alle zone, sui nuovi parametri allo studio per assegnare questi contributi, sul passaggio di maggiori competenze, in tema di affiliazione, dal centro alle Zone. Di operativo non c'è niente, ma è giusto così, a stagione finita e con l'obiettivo di recepire le indicazioni della base e procedere al testo definitivo in autunno.

Ai fini della migliore realizzazione del progetto, c'è qualcosa di male nel diffondere e far circolare un documento simile a quello che vi ho "fantasiosamente" descritto? Se c'è io non la vedo. Piuttosto vedo che la Nuova FIV ha una forma spontanea di riservatezza (in questo caso completamente fuori luogo: nascondere ai destinatari il contenuto di una riforma che può offrire a tutti strumenti e benefici!) quasi patologica, sembra voler distillare la conoscenza, selezionare i destinatari del sapere. Un'atmosfera rarefatta, come d'alta quota, che può anche far girare la testa. La concorrenza che si sta scatenando tra le Zone, sebbene utile a livelli normali, rischia di degenerare. Col progetto ancora segreto, c'è la corsa a chi organizza prima e meglio i "raduni sulla multilateralità", pensando che in questo modo sarà in pole-position per ricevere i futuri contributi. Ehi, è un progetto, perdipiù in-progress, non se ne sa nulla, che raduni organizzate?

Ritorniamo sulla terra. Il progetto sul rinnovamento culturale dell'approccio giovanile alla vela è un atto importante e dovuto. Il mondo dello sport cresce seguendo i ritmi di sviluppo sempre più veloci dei nostri tempi, che coinvolgono l'educazione e la pedagogia. Per una federazione adeguarsi e aggiornarsi è essenziale, il futuro non aspetta. Grazie al cielo, la FIV, vecchia, vecchissima e Nuova, si è sempre guardata intorno. La vela è una disciplina nobile e in quanto tale, grazie a dirigenti illuminati e personaggi di cultura e capacità, ha saputo stare al passo con i tempi. Dai mitici Corsi Olimpia ai trionfi degli anni Novanta. Ora inizia un nuovo processo di aggiornamento, che deve essere il benvenuto. Che non deve avere padri e madri, ma deve essere di tutti. Tutti, non pochi selezionati.

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