giovedì 2 luglio 2009

GDM Pescara 2009/5: uomini-bene, ragazze-male

Ancora vento leggero ma due regate per classe a Pescara, il programma va avanti, le classifiche prendono corpo (per quanto i distacchi restino minimi vista l'esiguità delle flotte: rimonte e cadute sono all'ordine del giorno, serve concentrazione). Giornata ok per gli azzurri, "pausa di riflessione" invece per le azzurre. La corsa alle medaglie ambite nella Vela prosegue.

470M - Gabrio e Cesco (1-2) si riprendono la testa, in tutti i sensi. Si prefigura una volatina con due clienti ostici, franco-croati. Massù: il timoniere romano ex campione del mondo non può temerli. Niente paura!

Laser - Giacomino Bottoli finalmente mette il suo sigillo su una prova: vincere fa sempre bene e adesso che è tornato 6° in generale chissà che non gli vengano altre voglie. Ma deve fare un finale da assatanato, indiavolato. Buttare il cuore ben oltre l'ostacolo.

470F - Giornata di (meritato) relax per le reginette G&G (4-6), sempre a +10 dalle seconde in classifica. Purchè domani si torni alla "routine", babies...

Laser Radial - Alla bionda aeronautica Clapcich hanno preso le misure e lei s'è trovata ingabbiata in un 10-8 di giornata. il piano-podio però non si complica più di tanto, perchè anche le altre vanno su e giù.

--> La corsa alle medaglie ambite nella Vela prosegue, nel disinteresse generale. Mentre la TV continua a concentrarsi su altri sport e persino il telecronista velico Giulio Guazzini è costretto (si fa per dire) a commentare nientemeno che... il Judo. Ma che fa l'ufficio stampa FIV? Sulle co-produzioni mi pare di capire sia meglio stendere un pietoso velo.

Si può allenare il cervello a vincere le Olimpiadi



Da "Repubblica.it" (2.7.09): "Una ricerca britannica ha provato a individuare il segreto del successo nel cervello dei super-atleti: il gesto atletico dipende anche dall'uso che gli sportivi di alto livello fanno di alcune aree cerebrali

SUDORE, muscoli e lacrime. Dopo mesi e mesi di dura ed estenuante preparazione arriva l'ultimo sforzo: la gara. Una vittoria non è mai casuale. Allenamento, duro allenamento. Giorni interi a ripetere lo stesso gesto atletico. Ma non si tratta solo di preparazione fisica, anche il cervello si modifica e migliora le sue performance. È quanto emerge da uno studio britannico che ha cercato di mettere in luce le modificazioni neurali e cognitive prodotte dall'allenamento degli atleti che ottengono eccellenti risultati nelle più importanti manifestazioni sportive.

La ricerca, firmata dal neurologo Kielan Yarrow, docente e ricercatore del dipartimento di Psicologia della City University di Londra, rivela che l'analisi della mente di atleti di successo può spiegare l'eccellenza sportiva. Ciò potrebbe, in un futuro prossimo, aprire la strada a nuove e rivoluzionarie metodologie di allenamento per migliorare le loro performance.

La ricerca di Yarrow si è concentrata sulle caratteristiche dell'apprendimento e del controllo del movimento a livello del sistema nervoso centrale. Secondo lo studioso britannico, infatti, le abilità proprie di questi super-atleti sono correlate con modificazioni strutturali nelle aree di senso del cervello e in quelle associate con il movimento. Di conseguenza, questi sportivi fanno un uso più efficiente e concentrato di queste specifiche aree cerebrali. Ciò spiegherebbe la loro capacità di compiere movimenti mirati, di mantenere elevati livelli di concentrazione e di prendere decisioni in tempi molto brevi, anche sotto pressione.

Secondo Yarrow, quindi, il cervello dei super-atleti, attraverso l'allenamento, si trasforma in un potentissimo e preciso computer, in grado di guidare il corpo a compiere movimenti sorprendentemente veloci e precisi per giungere alla vittoria."

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